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Uccelli

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cuculi128Il miglior modo per fare conoscenza con gli uccelli silvani è l'ascolto dei loro canti, che risulta particolarmente facilitato nelle prime ore del giorno dei mesi primaverili (aprile-giugno); con un po' di fortuna, un binocolo e un po' di pazienza si riusciranno comunque anche a osservare individui delle specie più confidenti e comuni.

I canti che capita di ascoltare con più frequenza, in tutti questi boschi, sono quelli di Pettirosso, Merlo, Capinera, Fringuello; comunque altrettanto facile ascoltare sonoro canto dello Scricciolo, i gorgheggi dell'Usignolo e il ripetuto monotono canto del Luì piccolo (da cui i nomi in lingua inglese e tedesca della specie, "chiffchaff" e "zilpzalp"); comuni anche le rauche grida della Ghiandaia.

Un altro gruppo di uccelli comuni nei boschi dell'ANPIL sono le cince, presenti con quattro specie: Cincia bigia, Cincia mora, Cinciarella e Cinciallegra. Nel bosco misto di latifoglie presente lungo il fosso del Caprile sono presenti anche rapaci diurni come lo Sparviere, rapaci notturni come l'Allocco, due specie di picchi (Picchio verde e Picchio rosso maggiore), Picchio muratore, il Tordo bottaccio e il Codirosso; nei castagneti da frutto a queste specie si associano spesso Picchio rosso minore e Rampichino. Nei querceti di roverella, nidificano lo splendido Rigogolo, dalla contrastante colorazione gialla e nera e dal caratteristico canto flautato, e alcune coppie di Colombaccio, il cui tubare può essere udito già a partire da febbraio.

Gli arbusteti sono formazioni relativamente ricche di uccelli, poiché offrono abbondanti possibilità di rifugio e di nidificazione; molte specie di arbusti producono frutti appetiti dagli uccelli, fornendo una notevole e variata disponibilità alimentare quasi in tutti i mesi dell'anno. Roveti e macchie varie sono regno quasi incontrastato di Saltimpalo, Sterpazzola, Occhiocotto e Zigolo nero. Le prime due specie sono osservabili con relativa facilità, anche ad occhio nudo: il Saltimpalo ha l'abitudine di posarsi in posizioni dominanti, quali rami terminali di cespugli, paletti di recinzione, fili della luce e del telefono, ecc., mentre la Sterpazzola può essere scorta mentre emette il caratteristico volo "canoro" tra un posatoio (un cespuglio, un alberello) e l'altro.