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Villa Leonardi

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palaleonardi128L’edificio, detto anche Il Palazzo,  si trova nella parte occidentale di S. Brigida, nel borgo di Doccio, lungo la via che risaliva il fosso di Doccio e la valle dell'Inferno, fino al crinale di Monterotondo.

La filza dei fidecommessi del territorio del Ponte a Sieve, risalente al 1747, offre una preziosa testimonianza sulle origini della costruzione. In quell’anno infatti Giuliano Leonardi denunciava tra gli altri possedimenti sparsi sul territorio, un edificio così descritto: " .. la metà di .. un casamento edificato di nuovo … composto di una stanza ad uso di fattoio da olio, granaio, pollaio et altro con forno, a cui contiguo è un orto murato con cisterna".
E poi continuava: "La metà di una casa da lavoratore edificata in parte di nuovo a tre piani per la parte di levante, tramontana e ponente, fino al luogo ove va la sala, et alzata a tre piani ancora in parte per la parte di mezzogiorno con prato attorno".
L’insieme comprendeva anche l’oratorio edificato sulla via principale e confinante sul retro con le mura dell’orto. I Leonardi rimasero proprietari del palazzo fino alla morte di Filippo, nel 1916.

palazzoleonardi500L'architettura
La villa è costituita da un compatto parallelepipedo suddiviso in tre piani con il registro delle finestre che corre uguale su tutte e quattro le facciate chiuse dal sistema delle bozze angolari. La facciata principale si distingue dagli altri prospetti per la timida introduzione della sequenza del portale con finestra e terrazzino.

Gli elementi architettonici delle aperture sono tutti in pietra serena e nell’insieme ricorre il motivo della finestra con la cornice superiore costituita da una mensola molto aggettante e sorretta da due volute: lo si trova riproposto nelle aperture più piccole del mezzanino, in quelle del piano nobile, fino alle finestre inginocchiate ed inferiate del piano terreno affiancate da due snelle porte.

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