corteccia
Sei in: Home CULTURA MATERIALE SPERIMENTAZIONI FORESTALI

Le Sperimentazioni Forestali

E-mail Stampa

tronco128Il marchese Guitto Guadagni, figlio di Guadagno e di Luisa Barlow-Hoy, visse dal 1861 al 1941, per lo più nella sua tenuta di Masseto. Fu un colto e appassionato selvicoltore, come disse di lui Aldo Pavari, padre della moderna sperimentazione forestale.

rossa400
Quercia rossa alle pendici sud-occidentali del Poggio Ripaghera.

Guitto fu membro del Comitato Forestale del 1909 in rappresentanza del Comune di Pontassieve e nel 1936 venne decorato con la medaglia al merito silvano.

Guitto Guadagni iniziò, almeno dal 1889, una fitta sperimentazione forestale sulle proprietà di Masseto, oggi in gran parte incluse nell’ANPIL. Nel corso di 20 anni acquistò mediamente 10.000 piantine l'anno, rivolgendosi ai vivai di Vallombrosa, di Camaldoli, del Boscolungo (Abetone), di Cosenza (per il Pino laricio), dell'Aquila e del Cansiglio (BL).
Il tedesco Schott e l’austriaco Grunewald fornirono le piantine di Douglasia, Pioppo del Canada. Quercia rossa, Chamaecyparis lawsoniana e Larix Leptolepis.
Da Innsbruch e Parigi Guitto fece arrivare i semi di Sequoia sempervirens, Sequoia gigantea e Taxodium sempervirens.
Fece allestire dei piantonai (vivai) a Castelluccio e a Peretola, dove seguiva i primi anni di crescita di: Douglas (Pseudotsuga menziesi e Pseudotsuga glauca), Abete rosso, Cedrus atlantica, Cryptomeria japonica, Chamaecyparis, Abete bianco, Cipressi, Cedro deodara, Pino laricio, Abies pinsapo e Pinus rigida.

In quel periodo l’azienda aveva oltre 100 contadini e il proprietario poteva contare quindi sulle tante ore di lavoro nei periodi morti, per realizzare degli impianti sperimentali:
- Abies pinsapo fu piantato in poche decine di esemplari a Peretola e nel Fosso del Caprile;
- un nucleo di Cedrus atlantica venne messo a dimora presso casa Meleto;
- filari di Chamaecyparis lawsoniana furono posti al margine delle particelle rimboschite con Douglasia a Villa Nuova, con qualche cedro;
- le douglasie furono piantate nei castagneti da frutto malati e non più produttivi; si piantò douglas pura sul crinale, o mista ad abete bianco, e in misura minore con abete rosso e quercia rossa, sempre su terreno arenaceo, magari vicino a impianti di abete bianco per confrontare da vicino la rapidità di accrescimento delle due conifere;
- il Pino nero (pino laricio) fu utilizzato sui pascoli degradati e i terreni nudi, prevalentemente calcarei.
Vi fu anche un tentativo di coniferamento del bosco ceduo, poi abbandonato a causa dell’aduggiamento di douglasie e abeti bianchi ad opera dei polloni di castagno.

Da visitare, soprattutto per i colori autunnali, i resti dell’impianto di Quercus borealis (quercia rossa) sul crinale secondario che si dirama dal Poggio Ripaghera verso Sud-Ovest, ad una quota compresa tra 800 e 890 m. Le piante sono disposte a gruppi, alcune miste a douglasie e abete bianco, altre impiantate su cedui misti di castagno, carpino, nocciolo, cerro, roverella e faggio.
Guitto Guadagni ordinò le ghiande, di provenienza americana, al vivaista tedesco S. Chott, tra il 1909 e il 1913. Seminate nel piantonaio del Castelluccio, poi trapiantate al piantonaio di Peretola (alt. 700 m, più vicino al luogo d'impianto) dopo 4 o 5 anni le piantine vennero poste a dimora. Oggi hanno altezze superiori ai 20 m e la loro presenza ha notevolmente migliorato la stabilità del terreno di fronte all'erosione. Sotto rimangono nocciolo, faggio e carpino (tolleranti dell'ombra) mentre è scomparsa la roverella. E’ in atto il rinnovo di piccole piante di quercia rossa e di abete bianco. La quercia rossa ha formato anche ibridi con cerro e roverella, fino a quasi 1 km dall'area.

La piccola faggeta che troviamo accanto occupa non più di mezz'ettaro. Secondo Pietro Piussi, diversamente dalla faggeta naturale del Monte Giovi, il faggio fu reintrodotto sul Poggio Ripaghera da Guitto Guadagni intorno al 1910-20, per rinfoltire e migliorare alcuni piccoli tratti di ceduo. La fustaia ha subito frequenti danni a causa del vento o di eccezionali nevicate. Vi sono piante di oltre 25 m con rinnovo d'abete bianco ed anche dello stesso faggio.

Dal 1923 fino alla Seconda Guerra Mondiale i Guadagni si orientarono più decisamente sulla douglasia, che sostituì completamente l'abete bianco ma nel dopoguerra la situazione si trasformò rapidamente e radicalmente, costringendo gli eredi a vendere la proprietà pezzo per pezzo, fino a cedere anche l’ultimo ricordo: la Villa di Masseto.

Forse l’ultimo grande impianto di Douglas realizzato dagli eredi di Guitto è quello del Castelluccio (450-550 m), realizzato nei primi anni ’60 da Vieri Guadagni, sull'area già occupata da un precedente rimboschimento ad Abete bianco e, in parte, sull'area dell'ex vivaio.

douglas770

La piantagione di douglasie nei pressi del Castelluccio.