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La Pietra Serena

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scalp128Il Sasso e il Fosso di Sieci prendono probabilmente nome dalla pietra (Silix) che risalta in varie parti della collina al di sopra di Santa Brigida, che in passato erano ancor più messe a nudo dal pascolo ovino e dall'intenso sfruttamento dei boschi.

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I banchi di arenaria, alti circa 2 metri, sui quali si fondano molte case dell'abitato di S. Brigida, sono anche quelli che forniscono la pietra serena alle cave (circa 100 m dietro le case in alto).

Le rocce che emergono sono quelle che, naturalmente, compongono la struttura delle nostre colline, al pari di gran parte dei rilievi che circondano Firenze a Nord e a Sud: si tratta di arenaria, una roccia formatasi dall'accumulo di sabbie sul fondo di fiumi, mari o laghi, poi cementatesi nel corso dei millenni.

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I banchi di arenaria di S. Brigida forniscono un tipo di pietra serena, di colore grigio, molto apprezzata per realizzare elementi di decoro architettonico: colonne, capitelli, cornici e costoloni.

La pietra serena costituisce uno dei materiali principali dell’architettura fiorentina a partire da Filippo Brunelleschi (chiese di S. Lorenzo e S. Spirito, Spedale degli Innocenti) fino a oggi.

Il maggior limite di questa pietra è la limitata resistenza agli agenti atmosferici, aggravati dall’inquinamento.

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Il paese di S. Brigida ospitava storicamente un piccolo nucleo di cavatori e scalpellini che lavoravano la pietra serena. Nel 1919 questa tradizione ricevette un nuovo impulso grazie alla ditta Raggi che avviò la coltivazione di una nuova cava.

La pietra dei monumenti cittadini in passato era cavata soprattutto a Maiano, sotto Fiesole, e alla Gonfolina presso Lastra a Signa; oggi, con l’esaurimento di questi filoni, la cava di S. Brigida è diventata una delle fonti privilegiate per gli interventi di restauro in Firenze.

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Una delle sculture di Pietro Montini, esposte nel giardino della Chiesa di S. Brigida.


Nato nel 1846 a S. Brigida, Pietro Montini a 44 anni si trasferì nella casa canonica come servitore, e qui visse fino alla sua morte avvenuta nel 1919; è sepolto in una piccola cappella da lui stesso costruita nel cimitero di S. Brigida.

La sue opere sono il prodotto di un'arte spontanea, istintiva, popolare.
I suoi soggetti preferiti sono raffigurazioni di animali, forme umane le più strane, simboli presi dalla mitologia, ornamenti per stipiti di porte e giardini.

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