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Le Burraie

Le burraie sono piccoli edifici in pietra, privi di finestre, quasi sempre parzialmente interrati e con una caratteristica apertura per l'aria posta sopra la porta di ingresso. Usate soprattutto tra il 1750 e il 1950 circa, le burraie erano composte da uno o due ambienti, dove la fresca acqua proveniente da una vicina sorgente fluiva in vasche e vaschette per la manipolazione e conservazione del burro.
Il percorso SB (Sentiero delle Burraie) vi condurrà alla scoperta di molti fra questi resti di un passato che pare molto, molto lontano.

Attenzione: le burraie sono proprietà privata e solitamente non sono soggette a regolare manutenzione, per cui si sconsiglia vivamente di entrare al loro interno, limitandosi ad osservarle da fuori.

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Le Burraie: una introduzione

Le burraie sono piccole costruzioni in muratura situate vicino a case coloniche e in prossimità di sorgenti e fossi. Essendo parzialmente interrate, hanno ridotte pareti esterne (alcune solo la facciata), quasi mai intonacate. Presentano all’interno uno o due vani (con pavimento lastricato o in terra battuta), provvisti di vasche in pietra, nelle quali venivano tenuti, immersi nell’acqua che affluiva tramite un condotto, i contenitori del latte: era infatti necessario, specialmente durante i mesi più caldi, mantenere in fresco il prodotto, destinato in buona parte alle latterie.

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Storia e Utilizzo

Nello sviluppo storico dell’economia pre-industriale, dominata dall’agricoltura, i terreni marginali, e gran parte dei boschi, erano originariamente indivisi, cioè “comuni”, non appartenendo a singoli proprietari ma ai gruppi di famiglie che risiedevano in questo o quel villaggio vicino.

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Bacìo

Caratterizzata dall’occhio a grata con tre fessure, è fra le burraie meglio conservate: l'antica porta di ingresso in legno è ancora in discrete condizioni e l'acqua scorre ancora al suo interno, grazie ad alcuni lavori di restauro avvenuti nel 2008.

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Caprile

Burraia con alcune peculiarità, quali l'assenza del foro sopra l'arco della porta, la copertura piana e l'entrata sul lato più lungo anziché su quello più corto. Sulla parete del fondo vi è l'ingresso dell'acqua tramite una canaletta, con una vasca in pietra sottostante, l'unica rimasta, anche se è presumibile che in passato ve ne fossero delle altre.

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Cascina di Monterotondo

Burraia in mediocre stato di conservazione, l'unica del Sentiero delle Burraie a trovarsi sul versante nord del massiccio del Poggio Ripaghera. La burraia presenta al suo interno due vasche.

Poco più a valle esisteva anche un'altra burraia, andata ormai completamente distrutta.

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Castelluccio

Sorgente utilizzata anche come burraia fino agli anni tra le due guerre mondiali. La struttura, poco sviluppata in profondità, è parzialmente interrata su tre lati, il tetto è ormai scoperto, manca inoltre del tipico “occhio”, mentre si conserva una finestrella quadrangolare sulla sinistra.

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Fontassenzio

Burraia in discreto stato di conservazione, con “occhio” di forma ellissoidale, completamente interrata su tre lati. L'interno è interamente intonacato, coperto da una volta ribassata, e ospita una sola vasca sul fondo e lunghi ripiani corrono lungo le pareti laterali.

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Fonterinalda

Burraia in buone condizioni, solo parzialmente interrata, con “occhio” ellissoidale. All'interno sono presenti due vasche, sopra quella centrale si aprono le due bocche da dove entrava l’acqua.

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Fornellaccio

La sorgente con relativa burraia si trova presso una casa privata e si raggiunge dal sentiero che dirama dalla strada asfaltata, che sale ripida dalle Lucole (sentiero CAI 5). La sorgente vera e propria si trova nelle vicinanze della burraia, ma a causa di lavori è andata persa, perciò l’acqua passa nei campi sottostanti e crea una piccola pozza dove si abbeverano gli animali. In passato, la sorgente era conosciuta e importante e negli anni ha dissetato molte famiglie della zona.

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Nannarino

Burraia in larga parte interrata, in discrete condizioni di conservazione, presenta il tipico “occhio” ellissoidale in dimensioni più piccole del consueto. Il tetto esterno è a due spioventi, come nelle altre burraie, l’interno è a volta, con il pavimento che un tempo era interamente lastricato.

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Peretola

Questa burraia risale alla seconda metà del Settecento ed è rimasta attiva fino alla prima metà del Novecento; apparteneva alla tenuta di Masseto, della famiglia Guadagni. Conserva un classico “occhio” ellissoidale fortemente eccentrico, ma purtroppo è ormai priva dell'arco in pietra che sovrastava la porta.

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Pesciulle

Burraia sicuramente già in disuso prima della Seconda Guerra Mondiale, è fra quelle in peggior stato: manca completamente la facciata e solo pochi elementi consentono di ricostruire sommariamente l'antica disposizione delle vasche.

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Rocchetta

Burraia semi-interrata sui quattro lati, priva di “occhio”, con entrata rettangolare chiusa da un cancello di ferro. L’edificio è stato ristrutturato e non più adibito alla produzione di burro già prima del 1950.

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Violana

Si trova accanto all'omonima casa, tuttora abitata.
Attenzione, la burraia ed il terreno al di là del cancello sono in una proprietà privata: per accedervi e per visitarla, occorre chiedere il permesso ai proprietari.

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