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Peretola

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peretola770x9Questa burraia risale alla seconda metà del Settecento ed è rimasta attiva fino alla prima metà del Novecento; apparteneva alla tenuta di Masseto, della famiglia Guadagni. Conserva un classico “occhio” ellissoidale fortemente eccentrico, ma purtroppo è ormai priva dell'arco in pietra che sovrastava la porta.

peretola1La Burraia di Peretola, come quelle di Violana e della Rocchetta, anche se più piccola di queste, dispone di due locali. L'acqua proveniva dall'angolo in fondo a sinistra della seconda stanza (dotata di tre vasche e di due ripiani), e passava per un condotto nella prima stanza, direttamente nella grande vasca a destra. Sulla sinistra della prima stanza è presente anche un'altra vasca ed un ripiano.
Nei ripiani, in pietra serena, erano scavate delle cavità circolari collegate tra loro da canalette: certamente erano riempite dall’acqua corrente e servivano per manipolare il burro e sagomare i panetti.

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La pianta.

Nell’area vicina alla burraia scorre un piccolo torrente, conosciuto nel paese di Santa Brigida perché vi si catturavano i ranocchi che venivano poi tradizionalmente cucinati dalle famiglie del luogo. Fin verso il 1950 nella burraia veniva ancora fatto il burro, che veniva conservato nella vasca in pietra con acqua fresca di sorgente, e poi caricato la mattina dall’asino Gigia, che lo portava fino all’Olmo dove veniva venduto.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, soldati tedeschi e partigiani venivano a dissetarsi alla sorgente. Quando un soldato tedesco venne sorpreso dai partigiani e ucciso vicino alla sorgente, gli abitanti di Casa Peretola rischiarono di essere bruciati dai tedeschi insieme alla loro casa per ritorsione. La casa era allora abitata dal signor Cialdai e la sua famiglia.

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Localizzazione

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